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Rimedi omeopatici

Per curare la patologia emorroidaria come alternativa ai farmaci, il cui uso prolungato può determinare anche gravi effetti collaterali nel paziente, si consigliano non solo dei rimedi efficaci di base fitoterapica ma anche dei veri e propri preparati di tipo omeopatico.

Curare le emorroidi con l’omeopatia

Ed infatti l’omeopatia indica diversi rimedi per la cura delle emorroidi che mirano a placare i disagi più fastidiosi delle emorroidi sfruttando le capacità degli specifici preparati naturali che favoriscono la produzione di anticorpi e che hanno l’obiettivo di determinare la guarigione dalle emorroidi. In base al sintomo prevalente che il pazienda ha, l’omeopata specialista formulerà il rimedio più indicato. Se infatti il quadro clinico del soggetto evidenzia una forte prevalenza del dolore rettale, pesantezza e sanguinamento rettale allora molto probabilmente, a seguito della visita specialistica, potrà essere prescritto come trattamento un preparato a base di Hamamelische ha proprio una valida azione antinfiammatoria verso il fastidio procurato dalle emorroidi.

Quando invece il caso clinico del soggetto affetto da emorroidi sintomatiche evidenzia in prevalenza una stipsi prolungata e gonfiore intestinale, allora per favorisce la regolarità intestinale verrà indicato come rimedio la Collinsonia, che può essere utilizzato anche quando si presenta diarrea.

Come cura omeopatica si raccomanda anche l’Hemapro, un integratore a base di erbe e fitoestratti in questo modo si stimola la regolarità intestinale e si contrasta il gonfiore, la stipsi e l’irritazione che colpisce i cuscinetti emorroidari.

A volte alcuni pazienti malati di emorroidi tendono a riscontrare anche la presenza di alopecia androgenetica, la malattia che coinvolge il cuoio capelluto e causa la calvizie. Sul sito www.alopeciaandrogenetica.it ci sono numerosi consigli per curare l’alopecia androgenetica e la calvizie.

In caso di emorroidi interne ed esterne, ma soprattutto in presenza di emorroidi prolassate abbastanza voluminose, aggravate da una sensazione di dolore intenso, per attivare un’azione antinfiammatorie e lenitiva tra i rimedi omeopatici più validi viene spesso indicato l’Aesculus hippocastanum, un rimedio indicato per contrastare anche il prurito; inoltre il prurito ed il dolore può essere trattato con il Graphites, valido anche in caso di perdita di muco. Se le emorroidi tendono a diventare croniche a causa di una condizione di stipsi prolungata, associata a prurito spesso si raccomanda l’assunzione della Nux vomica. Talvolta lo specialista potrà anche consigliare come rimedio il Sulfur, sia per le emorroidi esterne che interne, in presenza di sanguinamenti rettali viene indicata la Pulsatilla.

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Alimenti da evitare

Per non aggravare la sintomatologia della patologia emorroidale bisogna prima di tutto contrastare la stitichezza in quanto gli sforzi eccessivi legati alla fase della defecazione possono acutizzare l’irritazione e la tensione a livello rettale, per questo è necessario evitare i cibi a basso contenuto di fibre in quanto il ridotto apporto di scorie non rende agevole il transito intestinale oltre a rendere meno morbide le feci. È necessario poi scegliere degli alimenti adatti che permettono di riequilibrare il fegato e la milza, i principali organi maggiormente soggetti anche se in rapporto indiretto alle conseguenze della patologia emorroidaria.

Gli alimenti da evitare per curare le emorroidi

Per ripristinare il corretto funzionamento della milza che è impegnata nel processo di nutrizione del tessuto connettivo e delle pareti dei vasi si raccomanda di evitare diversi gruppi di alimenti quali: gli zuccheri raffinati, i cibi grassi, gli insaccati, la carne rossa, i formaggi troppo grassi, il cioccolato.

Per non peggiorare il quadro clinico del soggetto colpito da emorroidi sintomatiche, sia interne che esterne, gli specialisti suggeriscono di ridurre oppure evitare diversi alimenti che tendono ad irritare la zona anale accentuando anche l’infiammazione dei cuscinetti emorroidari, si tratta principalmente di alimenti quali: i prodotti da forno lievitati e non integrali, i cibi grassi o eccessivamente speziati, i cereali raffinati, i dolci, gli insaccati, i salumi, i crostacei, la cioccolata.

Bisogna inoltre ridurre i condimenti grassi quali burro, strutto, margarina, si consiglia invece l’olio di oliva extravergine; vanno anche evitate le salse quali: maionese, salsa marinata, salsa Barbecue, ketchup. Per non irritare la mucosa anale bisogna poi bandire dalla propria tavola l’alcool, le bevande gassate e le bevande contenenti caffeina. Per evitare poi l’aggravarsi delle emorroidi sintomatiche si raccomanda non solo di seguire un regime alimentare ad hoc ma è opportuno anche tenere sotto controllo il proprio peso attraverso una dieta ipocalorica da associare ad una regolare attività fisica.

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Il regime alimentare consigliato per la cura delle emorroidi

L’alimentazione svolge un compito fondamentale sia a scopo preventivo contro la comparsa della malattia emorroidaria sia come palliativo contro la sintomatologia tipica del problema, per questo motivo è importante sapere cosa mangiare per non aggravare il quadro clinico della patologia anorettale.

Per rendere meno invalidante la patologia è quindi indispensabile apportare delle modifiche al proprio stile di vita favorendo un regime alimentare più equilibrato e salubre. I soggetti che soffrono di emorroidi infatti devono seguire una dieta caratterizzata da un maggiore apporto di fibre derivanti soprattutto da frutta, verdura e cereali integrali (dai 20 ai 30 grammi di fibre al giorno), in quanto regolarizzano la peristalsi intestinale. Tra i cibi ricchi di fibre ci sono alimenti quali: l’avena, il cavolo, il cartamo, la crusca, le patate, il porro, il tarassaco, la barbabietola rossa, il limone, il melone, le castagne.

Inoltre bisogna privilegiare il consumo di verdura e frutta fresca, che contengono vitamina A, vitamina C, vitamina E ed il complesso B, in particolare si consigliano come principale fonte di vitamina C i frutti di bosco, principalmente le bacche scure come ad esempio: i mirtilli, il ribes rosso e nero, i lamponi, le ciliegie, possono anche assunti sotto forma di i succo puro e privo di zucchero, in quanto contengono antociani e proantocianidine, che agiscono contro i sintomi delle emorroidiinfatti riducono il gonfiore, l’infiammazione oltre a tonificare le vene del canale rettale.

Per compensare la perdita di sangue connessa ai sanguinamenti rettali che possono determinare l’insorgenza di una lieve forma di anemia è opportuno inoltre provvedere ad un equilibrato apporto di alimenti ricchi di ferro, tra i quali: gli spinaci, le patate, il fegato d’oca, il tonno, i fagioli, le lenticchie, i ceci, il pollo, la carne rossa ma magra, le mandorle, gli anacardi, i semi di sesamo, i semi di girasole.

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Come aver cura delle emorroidi con norme igieniche appropriate

Dopo la diagnosi del problema delle emorroidi il medico indicherà al paziente il trattamento da seguire a partire dall’assunzione di piccoli accorgimenti di tipo igienico-comportamentale che hanno lo scopo di dare sollievo alle manifestazioni sintomatologiche associate alla patologia emorroidaria.

Per placare il disturbo a livello rettale si consiglia di effettuare semicupi con acqua tiepida in questo modo si dà sollievo al dolore ma allo stesso tempo si riattivava anche il microcircolo: è opportuno bagnare la zona interessata dalla patologia con acqua tiepida per almeno 5 minuti, l’operazione poi può essere ripetuta più volte al giorno.

Come curare le emorroidi con norme igieniche appropriate

Per una corretta igiene intima chi è affetto da emorroidi sintomatiche deve scegliere dei saponi delicati nella cui formulazione non sono presenti coloranti o profumazioni aggiunte, per scongiurare ulteriori disagi.
I sintomi della patologia emorroidaria possono essere acquietati grazie ad un bagno con acqua calda a cui si possono aggiungere fitoestratti ricavati da piante officinali da poter utilizzare sia sotto forma di oli essenziali o di foglie secche, si tratta di rimedi dalle proprietà emollienti.

Per effettuare i semicupi si può anche utilizzare un sapone neutro dal pH delicato, in alternativa si possono diluire nell’acqua tiepida anche qualche goccia di oli essenziali, tra i quali i più raccomandati sono quelli di camomilla, calendula, lavanda, combinando con un olio neutro a base vegetale; dopo i semicupo si consiglia di non strofinare la zona rettale con l’asciugamano ma solo di tamponare per non irritare la zona rettale.

È inoltre necessario, per dare sollievo alla zona rettale, adoperare della carta igienica umida, priva di profumazioni, per pulirsi dopo l’evacuazione, in questo modo si evita di irritare i cuscinetti emorroidari. È necessario avere maggiore cura dell’igiene intima in caso di emorroidi sintomatiche soprattutto se il paziente avverte la sensazione di ano umido ed anche pruriginoso, che può determinare anche delle conseguenze gravi quali la comparsa di infezioni da funghi, in questo caso può essere utile applicare dopo la detersione l’amido di mais, il talco o del cotone idrofilo per assorbire il muco.

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Curare le emorroidi: il prolasso rettale (rettopessia)

Le emorroidi sintomatiche si caratterizzano per diversi stadi di prolasso rettale: ai primi gradi del prolasso il tessuto spugnoso dei cuscinetti emorroidari rimane all’interno dell’ano allora in questo caso si parla di prolasso interno o intussuscezione; in presenza invece di protrusione della mucosa rettale allora il tessuto si riversa fuori dall’ano invadendo la parte esterna dell’orifizio si viene a verificare così il prolasso esterno.

Tra i diversi trattamenti indicati per trattamento delle emorroidi e del prolasso rettale viene indicata anche la rettopessia che consiste nella saturazione del retto al sacro attraverso la regione addominale, attraverso questa procedura si scongiurano i casi di recidiva. Invece in caso di prolasso più grave il medico può consigliare al paziente di sottoporsi ad un intervento chirurgico, in tal caso si tratta di un’operazione che ha lo scopo di risolvere il problema rettale in maniera definitiva. In genere la scelta dell’intervento deve essere presa sulla base dello stesso quadro clinico del paziente, non bisogna poi sottovalutare le condizioni fisiche del soggetto.

La rettopessia si esegue in anestesia generale e non ha una natura troppo invasiva, dal momento che non richiede l’esecuzione di incisioni, in quanto la mucosa rettale prolassata può essere rimossa adoperando una suturatrice: attraverso la sutura si recide il tessuto fuoriuscito dal canale anale e sulla parete del retto si evidenzieranno i punti di sutura.

L’intervento prevede diverse modalità di esecuzione, può essere realizzata una sola linea di sutura rispettivamente con la tecnica STARR anteriore che interessa la parete anteriore, mentre se si interviene nella zona posteriore del retto si esegue invece la tecnica STARR posteriore. Dopo l’operazione il paziente andrà incontro ad un post operatorio non particolarmente doloroso, talvolta i soggetti possono lamentare una sensazione di dolore ed altri sintomi fastidiosi, ma in genere il paziente ritorna in breve tempo alla sua vita normale ed alla routine di sempre.

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Come diagnosticare le emorroidi

Per una corretta e celere diagnosi della malattia emorroidaria, ai primi gradi, è opportuno che il soggetto richieda un consulto al proprio medico curante senza perdere tempo, già al primo manifestarsi della sintomatologia, che si evidenzia con disagi quali: dolore anale, bruciore, sanguinamento rettale, prolasso. Si tratta infatti di una patologia che non va trascurata in quanto un mancato intervento per tempo può determinare complicanze anche gravi che causare il prolasso oppure nell’insorgenza della trombosi emorroidaria.

Il medico curante può raccomandare al paziente di sottoporsi ad una visita di proctologia utile non solo per individuare la patologia ma anche per distinguere i vari gradi delle emorroidi, al termine dell’iter diagnostico il medico potrà poi indicare la terapia più adeguata al quadro clinico del paziente. Per formulare la diagnosi, il medico sottoporrà il soggetto ad una visita proctologica accurata, soprattutto in caso di emorroidi interne per ispezionare il canale anale, attraverso questo esame diagnostico è possibile individuare non solo la patologia emorroidaria ma anche escludere altri disturbi che possono interessare la zona rettale e che sono caratterizzati da un quadro clinico analogo. La visita proctologica può prevedere l’esplorazione digitale che permette di osservare la tensione dello sfintere anale nello stato di riposo ed in seguito durante la contrazione, così si può valutare la presenza di emorroidi all’interno del canale anale.

Per giungere alla diagnosi della patologia emorroidaria si eseguono diversi esami strumentali quali l’anorettoscopia che permette di eseguire l’ispezione rettale introducendo nel canale rettale l’anoscopio lubrificato, mentre il paziente esegue una spinta, questa ispezione per quadranti dell’ampolla permette di valutare l’interno del canale anale in profondità. Tra gli altri esami a cui può essere sottoposto il paziente bisogna menzionare altre indagini strumentali quali: l’analisi di anoscopia che tramite l’ausilio di un proctoscopio per via rettale è in grado di ispezionare l’interno del canale anale per valutare la gravità del disturbo; la rettosigmoidoscopia che attraverso un tubo rigido consente di esplorare fino a circa 18-25 cm dall’orifizio dell’ano; l’esame defecografico con cui è possibile valutare l’entità del prolasso emorroidario.

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Come curare le emorroidi con le cure naturali

Cosa fare e come curare le emorroidi sanguinanti con le cure naturali?

Un rimedio casalingo è un trattamento e cura per una malattia che utilizza alimenti od altre cose che comunemente potete trovare in casa e hanno effettive proprietà medicinali utili alla cura di vari disturbi. La cura principale ovviamente non deve prescindere da una corretta e costante igiene anale  grazie ad apposite ecniche per una corretta pulizia ed i migliori rimedi per le emorroidi.

Cosa fare per curare le emorroidi

La prima cosa da evitare è quella di strofinare con la carta igienica o con le salviettine umide le emorroidi. Ciò può aggravare le emorroidi ed irritare la pelle. Quando possibile pulire con l’acqua senza sapone, in quanto potrebbe irritare ulteriormente le emorroidi. Acqua naturale e prodotti naturali per la pulizia della pelle sono di solito consigliati. Assicurarsi di aver lavato bene la zona . Poi asciugare delicatamente l’area tamponando con un asciugamano, oppure usare un phon impostato su aria calda o fredda. Le salviettine trapuntate dotate di un certo spessore possono essere un valido sostituto della carta igienica per quanto riguarda i bambini.

Un modo corretto per l’evacuazione con le emorroidi

Recarsi al bagno per evacuare ogni volta che se ne sente il bisogno, anche se più volte nell’arco dell’intera giornata. Sarebbe consigliabile andare di corpo non appena viene avvertito lo stimolo: ritardare anche pochi minuti potrebbe causare per riflesso una costipazione e non avvertire più lo stimolo anche per diverse ore. Le sedute troppo prolungate o caratterizzate da sforzi eccessivi comportano una inutile espansione dei cuscinetti venosi emorroidali, favorendo l’insorgere delle emorroidi od il loro peggioramento. Una leggiera pressione o tensione della muscolatura addominale o pelvica è normale, ma non più di 30 secondi consecutivi. La permanenza sul water dovrebbe essere di 3 – 5 minuti e se anche non si è completata l’intera evacuazione, è consigliabile interrompere la sessione e muoversi per sgranchire le gambe. Quando si è seduti sul water non si dovrebbe leggere, guardare la tv, parlare al telefono o giocare, altrimenti la permanenza si protrae per troppo tempo e ciò potrebbe essere controproducente per la cura dalle emorroidi.

Dieta ed alimentazione contro il prurito derivante dalle emorroidi

La dieta è necessaria per alleviare il prurito causato dalle emorroidi infiammate. E’ necessario eliminare in maniera totale le bevande gassate, gli agrumi e succhi di frutta, la birra e vino e la caffeina. Il caffè abbassa la pressione dello sfintere , favorisce la flatulenza e accresce in generale la sensibilità anale della pelle.

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Pomate anti-emorroidi: qual è la migliore?

In commercio si trovano tanti prodotti che sono dei rimedi specifici per trattare la cura della patologia emorroidaria: stiamo parlando soprattutto di pomate ed anche di altri prodotti anti-emorroidi come ad esempio HemaPro, un prodotto cremoso oppure in capsule la cui azione lenitiva come trattamento antiemorroidi è correlata alla presenza di principi attivi naturali di tipo omeopatico indispensabili per curare le emorroidi con l’uso delle pomate e creme.

In modo particolare il prodotto HemaPro viene suggerito per dare sollievo al dolore ed alla tensione a livello rettale ed al relativo gonfiore derivante dalle emorroidi. E’ importante sempre rispettare le prescrizioni mediche e quelle riportate sul foglietto illustrativo. Non si deve quindi abusare delle pomate così da evitare per quanto possibile gli effetti collaterali. Chi usa la crema HemaPro non deve abbondare nella somministrazione: la pomata non va applicata più di 6 volte al giorno e prima dell’applicazione è sempre consigliabile avere cura della propria igiene intima mantenendo la zona rettale pulita ed idratata. L’igiene è sempre al primo posto.

Un altro prodotto di tipo medico particolarmente consigliato per curare le emorroidi sintomaticheè la pomata Levian Crema: tale pomata è formata da diversi principi attivi naturali che hanno l’obiettivo di dare sollievo alle manifestazioni della patologia e ridurre il senso di dolore derivante dalle emorroidi.

Per una maggiore sicurezza è sempre opportuno seguire in maniera corretta la posologia indicata nel foglietto illustrativo per non dare luogo ad episodi di sensibilizzazione della zona trattata o di irritare la pelle. Generalmente questo prodotto viene prescritto in caso di comparsa delle emorroidi sintomatiche ai primi gradi in quanto attiva diverse proprietà benefiche, tra cui la capacità di ripristinare la circolazione all’interno del canale anale, inoltre la Levian Crema attiva anche un’azione antiedemigena ed antipruriginosa.

Oltre ad essere prescritta come trattamento topico questa pomata è utile anche a scopo preventivo: per assolvere a tale funzione infatti viene indicata per contrastare l’indebolimento del tessuto delle mucose perianali, ed allo stesso tempo è anche in grado di stimolare la circolazione sanguigna all’interno delle vene all’interno della regione rettale.

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I principali sintomi delle emorroidi

Le emorroidi hanno una serie di sintomi molto precisi, non necessariamente tutti devono essere presenti:

  • Sanguinamento durante la defecazione, con perdita di sangue rosso vivo;
  • Dolore acuto legato alle emorroidi esterne, in genere correlato dall’insorgenza di una ragade, ematomi o ascessi;
  • Prolasso: le emorroidi e la mucosa rettale fuoriescono dal canale anale;
  • prurito e bruciore anale, insieme ad una produzione eccessiva di muco che può causare anche lo sviluppo di infezioni o micosi.

La diagnosi delle emorroidi è basata sulla presenza dei sintomi appena descritti ma non solo. Come si può fare per curare le emorroidi? Il principale strumento è l’anoscopio, uno strumento per verificare i primi sintomi delle emorroidi. Siccome i sintomi delle emorroidi possono essere associati anche ad altre malattie intestinali, la diagnosi si può avere grazie ad un’accurata visita medica ambulatoriale durante la quale si ispeziona il canale anale, aiutandosi eventualmente con un anoscopio. Sulla base di questa indagine anoscopica il medico può individuare il grado di classificazione delle emorroidi e quindi consigliare la cura adeguata ed il miglior modo per risolvere la grave problematica delle emorroidi.

Nei casi meno gravi spesso, è sufficiente adottare piccoli accorgimenti:

  • fare attività fisica,
  • seguire una dieta ricca di frutta e verdura,
  • bere molta acqua,
  • eliminare o ridurre lo stress,
  • non esagerare con gli sforzi,
  • evitare una defecazione prolungata,
  • lavarsi con acqua tiepida e sapon,
  • asciugarsi tamponando delicatamente con un panno morbido.

Evitare nella maniera più assoluta l’applicazione di ghiaccio nell’ano che contribuisce solo a peggiorare i sintomi delle emorroidi, meglio utilizzare alcune pomate locali che alleviano i sintomi e aiutano il rientro spontaneo delle emorroidi.

Nei casi più seri diventa necessario il ricorso a tecniche ambulatoriali o a trattamenti di tipo chirurgico.

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Emorroidi: il quadro patologico

Tra i disturbi più comuni che colpiscono la popolazione soprattutto in Occidente bisogna menzionare le emorroidi sintomatiche da ascrivere al processo infiammatorio che colpisce le vene dei cuscinetti emorroidali. In condizioni normali questi cuscinetti di tessuto vascolare presenti nel canale anale prendono parte alla continenza fecale, ma possono diventare patologici se colpiti da infiammazione, in questo caso si parla di malattia emorroidaria. In base alla loro sede le emorroidi si distinguono in emorroidi interne ed emorroidi esterne: nel primo caso il plesso emorroidario si localizza all’interno del canale anale, quindi non sono visibili; nel secondo caso invece le emorroidi prolassato all’esterno del canale anale e quindi si rendono visibili ad occhio nudo.

Questa patologia rettale si caratterizza poi per diversi stadi in base alla stessa severità ed intensità del problema le emorroidi vengono classificate in quattro gradi:
• I grado: in questo stadio i cuscinetti rimangono all’interno dell’ano e non sono visibili, anche se la loro presenza si manifesta con il sanguinamento rettale;
• II grado: si formano all’interno del canale rettale ma di solito fuoriescono durante la fase della defecazione per poi riposizionarsi spontaneamente nella loro sede, anche questo grado è accompagnato da emorragie a livello rettale;
• III grado: i cuscinetti fuoriescono all’esterno del canale anale e per essere ricondotte all’interno bisogna intervenire attraverso una manovra manuale;
• IV grado: il prolasso è totale e persistente, i cuscinetti rimangono stabilmente all’esterno del canale anale e quindi non è possibile ricondurle manualmente nella loro sede naturale.

La patologia emorroidaria evidenzia un quadro clinico particolarmente fastidioso che genera nel soggetto non poco disagio, si tratta di manifestazioni sintomatologiche comuni anche ad altre malattie che colpiscono la sede rettale, tra cui: sanguine menti rettali di colore rosso vivo; bruciore associato a dolore; prurito; espulsione involontaria di muco. Si tratta di sintomi che possono palesarsi con un quadro clinico alquanto soggettivo che si evidenzia con una cadenza ciclica, ed in particolare i disturbi non sono mai continui nel tempo, ma si manifestano con fasi alterne con periodi di acquiescenza e di acutizzazione dei sintomi.